Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

libere proposte per conoscere più intimamente Dio

Pubblicità

FORME DELLA PREGHIERA B

Azione di grazie  -  è l’espressione della nostra riconoscenza,

                                                     unita al sentimento che tutto ciò

                                            per cui ringraziamo è frutto della grazia di Dio.

Paolo nella lettera ai Filippesi:

Siano le vostre richieste rese note a Dio

in preghiera e suppliche

con azione di grazie” (Filippesi  4:  6).

 

In quella ai Colossesi:

Essendo radicati e edificati in Lui

 e confermati nella fede…….

abbondando in azioni di grazie”

                                    (Colossesi  2:  7).

 

Tra l’altro l’azione di grazie considera la salvezza dell’uomo già attuata,

e si riferisce quindi a tutti i benefici concessi da Dio.

 

 

Confessione   -   è l’atto per il quale si riconosce un male commesso;

     è preghiera, è colloquio con Dio,

     nel quale si dichiara a Dio il proprio peccato.

                         

Il capitolo 5° del Levitico è esplicito

a riguardo:

“Quando uno dunque si sarà reso colpevole

di una di queste cose,

confesserà il peccato che ha commesso”

                                                   (Levitico  5: 5).

 

L’apostolo Giovanni ci consola dicendoci:

“Se confessiamo i nostri peccati,

Egli è fedele e giusto

da perdonarci e purificarci da ogni iniquità”

                                                   (1 Giovanni  1: 9).

 

Anche il libro dei Proverbi esprime

lo stesso concetto:

“Chi confessa le sue trasgressioni

 e le abbandona, otterrà misericordia”

                                             (Proverbi  28: 1).

 

La lettera di Giacomo ci esorta a confessare le nostre colpe gli uni agli altri:

 

“Confessate i vostri peccati gli uni agli altri,

pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti;

la preghiera del giusto ha una grande efficacia”

                          (Giacomo  5: 6).

Lode  -  la lode consiste nel dire le virtù, le capacità di una persona

                      ed elogiarla.

 

Ne consegue che la preghiera di lode è la forma di preghiera che più immediatamente riconosce che Dio è Dio e dà a Lui gloria, perché Egli è, a prescindere dalle sue opere.

 

Molti Salmi sono inni di lode.

 

Gesù stesso ha espresso lode nei riguardi del Padre:

“Io ti rendo lode, o Padre,

Signore del Cielo e della terra” (Luca  10: 21).

 

Lodare Dio è una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, i quali vedono Dio nella fede prima di vederlo nella gloria.

 

La lode è anche preghiera dello Spirito in noi.

Lo Spirito si unisce al nostro spirito………..

In questa sizigia (unione spirituale) nasce la lode.

 

Paolo nella lettera agli Efesini:

“Siate ricolmi dello Spirito,

intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali,

cantando ed inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore” (Ef  5: 19).

La Rivelazione delle cose, che devono avvenire, l’Apocalisse, trova la sua più alta espressione nei cantici di lode della liturgia celeste.

 

Le quattro creature viventi, visione simbolica della vita, che stanno davanti al trono di Dio, cantano giorno e notte:

“Santo, santo, santo è il Signore,

 il Dio onnipotente,

che era, che è, che viene”  (Apocalisse  4: 8).

 

E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi dicevano:

“A Colui che siede sul trono ed all’Agnello,

siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza nei secoli dei secoli”(Apocalisse  5: 13). 

 

Dal trono venne una voce che diceva:

“Lodate il nostro Dio, [Alleluia]

voi tutti suoi servitori, voi che lo temete, piccoli e grandi”   (Ap  19: 5).

Adorazione   -  l’atto per eccellenza del rendere culto.

 

La creatura può essere lodata, ma l’adorazione è dovuta esclusivamente a Dio.

L’adorazione è la disposizione fondamentale dell’uomo che si riconosce:

·         creatura davanti al suo Creatore,

·         redento davanti al Redentore,

·         in via di santificazionedavanti al Santificatore.

 

Non si può accettare la suprema sovranità di Dio senza chiedersi logicamente quale sia la sua volontà, di qui l’atteggiamento di completa disponibilità del credente all’obbedienza.

Queste parole di Isaia possono illuminarci su ciò che Dio vuole da noi:

 

“Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi

 la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male;

imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso,

 fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!

«Poi venite, e discutiamo», dice il Signore: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve;

 anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.

Se siete disposti a ubbidire, mangerete i frutti migliori del paese;

ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada» (Isaia 1: 16-20).

 

Il grande Agostino diceva di se stesso:

“Perché ti esalti, uomo, di quello che hai ricevuto”

“Perché te ne glori se l’hai ricevuto”

 

Francesco sul monte Subasio, contemplando il cielo gridava:

“Mio Dio, mio tutto, chi sono io, chi se tu!”

 

Il Salmo 8° inizia e termina lodando la grandezza del Signore:

“O Signore, Signore nostro,

quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra!”

ed al versetto 3 un’esplicita confessione di questa immensità di Dio:

“Quand’io considero i tuoi cieli,

 opera delle tue dita,

la luna e le stelle che Tu  hai disposte”.

 

L’adorazione esalta la grandezza di Dio,

che ci ha creati. È la prostrazione dello spirito davanti al re della gloria:

“O porte, alzate i vostri frontoni;

alzatevi, o porte eterne, e il Re di gloria entrerà.

 Chi è questo Re di gloria?

 È il Signore degli eserciti; Egli è il Re di gloria”  

                                                       (Salmo 24: 9, 10).

Onora altresì la potenza del Salvatore, che ci libera dal male.

Davanti a Gesù, che ha preso il libro dalle mani di Dio-Padre per scioglierne i sigilli ed aprirlo, secondo una visione di Giovanni nell’Apocalisse,

le quattro creature viventi ed i ventiquattro anziani si prostrano ed adorano:

“Quand'ebbe preso il libro, le quattro creature viventi

 e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, ciascuno con una cetra e delle coppe d' oro piene di profumi,

 che sono le preghiere dei santi.

Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo:

«Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,

 perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio,

 con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua e popolo,

e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti;

 e regneranno sulla terra».

E vidi, e udii voci di molti angeli intorno al trono,

alle creature viventi e agli anziani;

e il loro numero era di miriadi di miriadi,

e migliaia di migliaia. Essi dicevano a gran voce:

 «Degno è l' Agnello, che è stato immolato,

 di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza,

 la forza, l' onore, la gloria e la lode».

………………….

E gli anziani si prostrarono e adorarono.

                                                            (Apocalisse  5: 8 - 14).

 

Considerato nel suo principio eterno, che è Dio stesso come Creatore, il disegno di Dio è oggetto di lode e di adorazione: la lode è puro sguardo verso Dio; l’adorazione vi aggiunge la considerazione dell’uomo, in quanto è creatura tratta dal nulla.

 

L’adorazione è anche silenzio al cospetto di Ihwh.

Qualunque sia il posto in cui ci troviamo, la nostra camera o un grande tempio oppure all’aperto, in ospedale, in carcere o altrove, noi possiamo entrare  immediatamente in presenza dell’altissimo. Sta scritto:

“Silenzio, davanti al Signore, all’Eterno!” (Sofonia 1: 7).

L’Eterno ascolta, l’Eterno risponde.

 

Quando i credenti adorano insieme rispondono al desiderio del cuore di Dio:

“Il Padre cerca adoratori,

che lo adorino in spirito e verità” (Gv  4:  23).

L’adorazione, in quanto disposizione del cuore, non è limitata ad una riunione, indetta per questo scopo, ma deve sempre far parte della nostra vita e della nostra preghiera: la ferma convinzione di ciò che è il Signore per noi, produce un’adorazione costante, che dà un carattere più profondo e vero ad ogni nostra elevazione a Dio.

  L’adorazione del Dio, tre volte santo, ci colma di sicurezza e di gioia.

La Benedizione  -   esprime il moto di fondo della preghiera cristiana:

                                                    è un  incontro di Dio e dell’uomo,

                                          in cui il dono di  Dio e l’accoglienza dell’uomo

                                             si congiungono.

   La preghiera di benedizione, pertanto, è la risposta dell’uomo ai doni di Dio.  

  Poiché Dio benedice con i suoi doni, il cuore dell’uomo può rispondere, benedicendo (dire bene di) Colui che è la sorgente d’ogni dono perfetto, d’ogni benedizione.

Non benediciamo Dio, perché Egli ci ha benedetti, come risposta alla sua benedizione;                      ma abbiamo in noi la capacità di benedire Iddio,  poiché siamo stati da Lui già benedetti.

Quando Dio benedice, attualizza (rende concreto) l’oggetto della sua benedizione:  benedire da parte di Dio è anche beneficare.

 

~·~

 

Terminiamo con una nota della scrittrice, Elena White, che ci ricorda il valore delle nostre preghiere, quando sono compiute nel nome di Gesù:

 

“Pregare nel nome di Gesù

è molto di più che ricordare questo nome

alla fine della preghiera.

Significa pregare secondo il pensiero e lo spirito di Gesù,

credendo nelle sue promesse,

contando sulla sua grazia,

compiendo le sue opere”  (E. White).

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post