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libere proposte per conoscere più intimamente Dio

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L'Uomo, creatura in crisi

 

Un giardino splendente si è affacciato all’esistenza come sorprendente risultato dell’amore.

Dio, allora, vuole dare inizio ad una creatura meravigliosa, che venga dalla terra ed, al contempo, partecipi ad alcune caratteristiche del Cielo.

 

Il formidabile simbolismo biblico mostra, in modo inequivocabile, questa volontà del Creatore.

Leggiamo in Genesi 2: 7

 

                                              “Dio, il Signore, formò l’uomo dalla terra,

gli soffiò nelle narici un alito vitale

e l’uomo divenne un’anima vivente”

 

Dio si accosta all’uomo, quasi volesse con tale atteggiamento manifestargli amore.

Questo gesto ci dà la dimensione della grandezza dell’uomo, creatura toccata da Dio.

Nondimeno, il testo ci ricorda che l’uomo viene dalla terra, appartiene ad essa.

È qui l’affascinante dramma dell’uomo: figlio della terra, figlio baciato da Dio.
 

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Creatura in crisi per troppo amore - il Creatore stesso lo ama come figlio.

 

 Leggere Giovanni  3: 1

 "C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo,
uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù”

 

Proprio perché avverto in me la crisi dell’essere uomo, mi presento come un Nicodemo. Sono, forse, uno dei tanti Nicodemi, che vanno in cerca di conoscere qualcosa di se stessi e del mondo che li circonda.

 

Mi sono avvolto nel mio mantello nero, nascondendomi e proteggendomi da sguardi capaci di derubare il mio pensiero, la mia volontà, la mia conoscenza.

 

Sono venuto a voi, perché la Parola mi ha detto che

 

“dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù, Egli è in mezzo a loro"  (Mt 18: 20).

 

Ed io sono venuto a voi, per trovare Gesù, per parlare con Lui.

 

Ma voi, ditemi, siete veramente riuniti nel nome di Gesù?

                       

Di Gesù, il Figlio di Dio.

Di Gesù, il figlio dell’Amore.

 

Siete , dunque, riuniti nel nome dell’Amore?

 

Se ci fosse qualcuno che ha perso l’Amore,

chieda perdono a Dio, si confessi a Lui.

Glielo chiedo con tutto il mio cuore,

se no, io, povero Nicodemo,

mi sono ravvolto invano nel mio mantello,

ho schivato, invano, occhi indiscreti,

ho resistito, invano, dallo scegliere vie più facili,

invano, ho aperto il mio viso a voi,

e non potrò parlare con Gesù!

 

                                                                        Per essere più puro davanti a Dio

                                                                        E più puro davanti a voi.

 

Io confesso colpe che il Signore vuole che dica a Lui in questo momento.

Qualcuno vuole unirsi a me in questa confessione?

Confessiamoci nell’intimo del cuore.

                                                      Che il Signore ci benedica

                   e ci protegga nei secoli!

 

Dalla mia esperienza personale

Grazie alla esperienza, frutto di tanti anni di rapporto spirituale con molti fratelli e sorelle, vi posso assicurare che il mezzo più idoneo, che porta ad una vera conversione del cuore, ad una reale rinascita, è la preghiera, unita alla parola di Dio.

 

Ricordiamo, però, che è lo Spirito Santo, che ha guidato i diversi autori della S. Scrittura. E sarà sempre questa Persona divina, che donerà a noi la possibilità di cogliere dalla lettura di queste pagine sacre il loro vero significato e quello che esse devono dire al nostro spirito in quel determinato momento della nostra vita, in cui ci accingiamo a leggerle od ad udirne la lettura.

 

                           Senza l’intervento dello Spirito Santo

                           tutta la Scrittura può rimanere per noi

                           lettera morta, incomprensibile,

                           che né illumina né riscalda il nostro cuore.

 

Voglio ora raccontarvi una mia piccola esperienza:

 

A quel tempo ero missionario in Turchia e conobbi una signora, molto caritatevole. In ogni riunione, però, in cui si parlava di religione, si ostinava a ripetere che la Bibbia non era altro che una miscela mal riuscita di storia ebraica, alcuni principi morali, presi da popoli più progrediti, alcune poesie e così di seguito.

 

Una mattina quella signora venne a trovarmi nel mio piccolo studio, situato vicino alla Chiesa ed iniziò di nuovo la sua tiritera contro, in modo particolare, l’Antico Testamento.

 

Cercai inutilmente di risponderle qualcosa. Poi ebbi come un’illuminazione e le dissi:

“Vogliamo chiedere a Dio che ci dica Lui che cos’è in verità la S. Bibbia?”

 

Ci inginocchiammo da una parte e dall’altra della mia scrivania e pregammo per un buon quarto d’ora. Non domandatemi che cosa dicemmo a Dio, perché non lo so.

 

Quando ci alzammo, quella signora mi salutò appena con un cenno della testa e filò via. Notai che una piccola lacrima brillava sul suo volto.

La rividi di lì a non molto in una delle tante riunioni,

che, laggiù, si usavano tenere tra cristiani.

Che cosa pensate che avesse in mano?

Una piccola Bibbia dal bordo dorato.

Ricordo queste parole:

                                   “Quando leggo questo libro

                                   e credetemi, lo faccio spesso,

sento…

come se Dio mi stesse parlando…”

 

Si, la parola di Dio scritta è lo strumento per mezzo del quale la nuova natura si radicalizza nell’uomo.

Ma è solo, quand’è lo Spirito Santo a servirsi della Parola, che la nuova natura si stabilisce in noi.

 

Dobbiamo, pertanto, permettere allo Spirito Santo di servirsi della parola e farla vivere nei nostri cuori.

 

Tutta l’opera della rigenerazione può essere descritta come segue: 2099710671_9ab6a19478.jpg
        
             Il cuore dell’uomo è il terreno.
             La Parola di Dio è il seme.
             Noi, pastori d’anime, insegnanti,
             consiglieri spirituali, cristiani impegnati,
             siamo i seminatori.
             Noi ci rechiamo al granaio, che è la Bibbia,
             e prendiamo tanto seme
             quanto ne vogliamo seminare.

 

La Parola di Dio viene seminata con l’insegnamento
e con la testimonianza.

Tuttavia se il nostro lavoro dovesse fermarsi qui,
non porterebbe dei veri frutti, non vi sarebbe
una nuova nascita.

 

Noi, mentre compiamo il nostro lavoro di seminatori della Parola, dobbiamo rivolgerci allo Spirito Santo, metterci nelle sue mani.

 

Soltanto lo Spirito di Dio, infatti, potrà far vivere il seme che noi seminiamo.

Soltanto attraverso la sua opera la Parola metterà radici nel nostro cuore e nel cuore di coloro che incontreremo nel cammino della vita e farà di loro e di noi delle creature nuove.

 

Dunque, io credo fermamente nella potenza dello Spirito Santo attraverso la Parola scritta; io so che Egli, lo Spirito, ha sempre la capacità di far fruttificare nel cuore dell’uomo il seme che vi è stato gettato e non abbandono mai questa speranza.

 

Ed è, proprio questo pensiero, che mi dà la forza di continuare a predicare, che mi spinge a star davanti a voi per condividere ciò che la Parola vorrà dirci e, finché avrò un po’ di fiato in gola e due piedi per muovermi, continuerò sempre a spargere la parola di Dio.

 

So che questa è la mia vocazione e guai a me se non predicassi.

 
              “Può un uomo rientrare nel seno di sua madre e rinascere?" 
                                                                   Giovanni 3:4                                                                           

È la domanda pressante di Nicodemo.

 

Comunque c’è un bambino che nasce:

                        un bambino appena nato sorride al creato,

nella nuova nascita l’uomo sorride al suo Creatore.

 

La crisi tocca l’esistenza stessa dell’uomo, la sua vita, il suo essere vicino a Dio (perché Dio gli si è comunicato e continua a comunicarsi a lui) ed, al contempo, rimane infinitamente lontano.

 

Questa crisi, però, può essere superata nella nuova nascita, compiuta nella forza vitale di Dio.

 

Nel capitolo 3° del Vangelo di Giovanni leggiamo:

                       

“In verità ti dico: Se uno non è nato dall’Alto,

 non può vedere il Regno di Dio”

                                  (Gv 3: 3).

 

“In verità, in verità ti dico:

Se uno non è nato dall’acqua e dallo Spirito,

non può entrare nel Regno di Dio”

                                                          (Gv 3: 5).

 

Qui si afferma chiaramente che l’uomo “nasce dallo Spirito”, o, se preferite, nasce di nuovo “per la potenza dello Spirito Santo”.


Entrare …….Vedere il Regno di Dio!

 

domandiamoci:          Perché per vedere il Regno di Dio

                                   c’è bisogno di una nuova nascita?

 

Si, perché il Regno che Tu, o Dio, hai dato all’uomo non è più dell’uomo, non è più quel giardino, pieno di alberi dai frutti colorati, quell’erba, che si riproduceva, per sostenere le tue creature.

 

È un mondo, il regno che avevi dato all’uomo,

 

Ø          dove un adolescente, invece di aprirsi al sorriso della via, si scaraventa giù dal balcone.

 

Ø          Dove tanti bambini non hanno un seno per sfamarsi.

 

Ø          Dove un uomo cade e centinaia lo calpestano.

 

Ø          Dove ogni pezzo di terra, che tu avevi, o Dio, donato all’umanità intera, è diventata segno di conquista, di lotta tra fratelli, di sangue che non redime.

 

Si, è vero che tanti cercano di aiutare, di vincere il male.

Le loro voci, però, sono sempre troppo deboli, sempre più deboli.

 

Paolo, nel capitolo ottavo della Lettera ai Romani, mette in relazione, opponendoli, la carne e lo spirito.

Rm 8: 5 - 9

È carne:

 

La volontà dell’uomo che cerca la propria soddisfa- zione , che riduce la propria ricerca a se stesso:

                  come Lucifero
                  come Adamo, che cede alla tentazione e l’uomo si ritrova in ribellione, in ostilità con Dio.

                             Cioè contro la vita in un regime di morte.

 

Noi siamo tutti venuti al mondo come carne, con una natura decaduta, ferita.

 

Che cosa succede alla nuova nascita?

                                  

Riceviamo una nuova natura, un nuovo intimo, un cuore nuovo, uno spirito nuovo.

 

nuovo, in contrapposizione allo spirito del mondo.

 

Uno spirito, che non è più cieco e sordo per le verità divine.

 

Ricevendo uno spirito nuovo,

riceviamo anche nuove aspirazioni:

 

                                          in quanto non desideriamo più ciò che dispiace a Dio,

           

                              ma solo le cose, che portano con sé il sorriso di Dio.

 

Noi desideriamo oggi, dopo la nostra rinascita, ciò che prima detestavamo, e detestiamo oggi, ciò che prima desideravamo.

 

Un mistico italiano del ‘200 così racconta la sua conversione al Signore:

                                                                                                     Ciò che mi sembrava amaro,

                                                                                                     mi divenne dolce.

 

Questa dottrina della nuova nascita è meravigliosa,

distrugge, però, le tante nostre illusioni:

 

·        Essa dice all’uomo, che tranquillizza la propria coscienza, pensando che conduce una vita onesta,

la moralità non è sufficiente:

                                               Tu devi nascere di nuovo.

 

·        All’uomo, che pone la sua fiducia nelle riforme di vita,

essa dice che, per quanto radicale, il cambiamento realizzato non è sufficiente:

                                                Tu devi nascere di nuovo.

 

·        All’uomo, che pone la sua fiducia nelle forme esteriori della religione, che va regolarmente in Chiesa, che partecipa alla Santa Cena, che legge la Bibbia, essa dice che tutte queste forme religiose, per quanto lodevoli, non sono sufficienti:

      Tu devi nascere di nuovo.

 

 

 

Domandiamocelo, dunque, con sincerità; è importante!

 

                                                                  Siamo veramente nati di nuovo?

 

·        Il Signore non ci domanda se facciamo parte di una determinata chiesa
(anche se ciò conta molto).

 

·        Non ci domanda se frequentiamo regolarmente le riunioni di preghiera
(anche se pregare assieme ai fratelli è essenziale).

 

·        Non ci domanda  se preghiamo ogni sera.

                                   se leggiamo la Bibbia.

 

Ci domanda :               Sei tu nato di nuovo?

                                   Sei tu diventato tale da partecipare

                                                            alla natura divina?

 

Se dobbiamo con sincerità rispondere di “no”

oppure diciamo “si”, ma è un “si incerto”,

 

Sappi che tu oggi stesso, in questo stesso momento

tu puoi essere di Dio.

 

Lo Spirito Santo ha il potere ed il desiderio

di rinnovarti interiormente,

di stabilire in te la natura divina.

 

Tu abbandonati a Dio,

e stai certo che Dio ti farà rinascere

e vivere tra i suoi santi per l’eternità.

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C
<br /> correzione :allontanato<br /> <br /> <br />
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D
<br /> <br /> Ti ringrazio della correzione. Che Iddio che si rivela trovi in noi uno spirito pronto a ricevere la sua Parola.<br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> Caro Duilio,<br /> così come la presenta la confessione mi ci tuffo dentro, soffro a non poter manifestare i miei peccati al prete della mia parrocchia, sinceramente mi vergogno perchè sono un suo collaboratore e<br /> allora le studio tutte per cercare una giustificazione alla mia resistenza. Neanche un'ora fa dicevo a mia moglie : domani me ne vado in via Farini così potrò finalmente confessarmi con i frati<br /> della chiesa di S.Antonio ( a 20 anni mi confessavo li a Milano). Con la storia della pedofilia poi,ultimamente mi sono allontanata sempre più. E non riesco più a provare il piacere che provavo<br /> quando, prima di addormentarmi recitavo il Padre Nostro. L'ha fatta lui, Gesù, la più bella. Non so più, sono molto combattuto. Non sparire...<br /> <br /> <br />
Rispondi
D
<br /> <br /> Caro Carmelo, Scusami se ti rispondo così in ritardo. Mi era sfuggito questo tuo commento.<br /> <br /> <br /> Come certamente avrai capito, io non sono cattolico. Non credo, pertanto, alla confessione davanti ad un sacerdote. Per me la confessione dei peccati si fa<br /> direttamente a Dio e richiede un sincero pentimento. Una volontà decisa di cambiare e di non peccare più. Dobbiamo, però, fare i conti con la debolezza della nostra natura, ferita dal<br /> peccato. C'è la probalità che di nuovo cadremo nelle stesse colpe. Dio è sempre pronto a mostrarci misericordia. Unica condizione la nostra sincerità nella richiesta di perdono e nell'affidarci<br /> totalmente all'amore del Signore. Dio ti benedica assieme alla tua signora. A risentirci. Duilio <br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> Ti vengono tanti dubbi e le scritture spesso lifanno crescere. la fede a volte non basta. La confessione ad es. l'ha istituita il Concilio di Trento o Gesù stesso? Se Dioè il Dio dell'amore, come<br /> mai nella Bibbia ci sono tante minacce? Come può una figlia ubriacare il padre e giacere con lui per via della specie? Boh...<br /> Ha letto il mio pezzo: L'apostolo che egli amava (Blog di Carmelo Anastasio)? Mi interesserebbe un suo parere. Più avanti leggerò con più attenzione i suoi scritti.<br /> Buona continuazione,<br /> Caranas<br /> <br /> <br />
Rispondi
D
<br /> <br /> Scusami se, solo così tardi, vengo a rispondere alla tua impegnativa domanda.                 La Confessione non<br /> l'ha istituita né Gesù né il concilio diTrento. La confessione dei peccati è nella natura stessa del peccato, che è offesa a Dio, offesa al fratello e offesa alla comunità cristiana. <br /> Andiamo in<br /> ordine:                                                                                        <br /> <br /> <br />  Ogni forma di peccato provoca una reazione divina. Il credente sapendo di vivere sempre alla presenza di Dio e che da questa presenza non può sottrarsi, confessa in primo luogo a Lui i<br /> propri peccati.<br /> <br /> La confessione è dovuta, inoltre, alla persona (o persone) offesa. Infatti, soltanto la persona può perdonare per il torto subito.<br /> <br /> Ogni azione del credente non coinvolge solo se stesso, ma si percuote anche sulla comunità. Da qui l'obbligo di chiedere perdono all'assemblea dei fedeli che con il nostro atteggiamento<br /> avevamo impoverito nella sua santità.<br /> <br /> <br /> <br /> Comunque la confessione ha in sé delle condizioni per essere efficace di fronte a Dio:<br /> <br /> <br /> Condizione soggettiva: il pentimento.<br /> <br /> Condizione oggettiva: il sacrificio di Cristo.<br /> <br /> Necessità per il penitente di essere costantemente sotto il soffio rinnovatore dello Spirito Santo.<br /> <br /> <br /> <br /> Dall'accettazione libera e fedele di queste condizioni prendono consistenza ed applicazione vera e vissuta le parole di Gesù: " A chi rimetterete i peccati...".<br /> <br /> <br />                                          <br /> <br /> <br /> <br />